Monte Crocione da località Croce sopra Menaggio

Il Monte Crocione, alto 1.641 metri, si rivela come una sentinella posizionata nel centro del lago di Como esattamente davanti alla penisola di Bellagio. Dalla vetta si gode di un panorama aereo ampissimo che permette di dominare il Lago da nord a sud e abbracciare con lo sguardo tutte le vette che lo circondano.

Il percorso descritto di seguito è un’alternativa alla più battuta e semplice via che sale al Monte Crocione dall’alpe di Colonno. Partendo da località Croce sopra Menaggio affronterete un trekking più lungo e impegnativo ma anche più appagante e poco frequentato che vi permetterà di scoprire uno dei migliori punti panoramici sul lago di Como.

I sentieri sono in ottime condizioni e non presentano punti pericolosi così da risultare accessibili anche gli escursionisti non esperti. Considerate però che il dislivello e la lunghezza dell’itinerario non sono trascurabili per cui affrontatelo solo se siete ben allenati.

Lungo il percorso non sono presenti rifugi e sorgenti per cui partite ben equipaggiati di viveri e acqua. In particolare in estate non rischiate di rimanere senza acqua, il tratto finale abbastanza ripido e completamente esposto al sole richiede una buona idratazione.

Arrivare infine al punto di partenza dell’escursione in macchina è abbastanza semplice.

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Mappa e profilo altimetrico

monte crocione mappa sentieri

L’escursione inizia dalla Madonna delle Grazie, in località Croce poco sopra Menaggio.
Se vorrete arrivare in macchina fino al santuario considerate che sono presenti pochi posti auto. Nei giorni affollati meglio lasciare la vettura al parcheggio presente a Croce e salire a piedi.

Prendete Il sentiero “Via ai monti di Nava” che si sviluppa con pendenza media all’interno di un bosco fino ai Monti di Nava dove iniziano gli alpeggi e inizierete a vedere il lago di Como.

Continuate lungo la vecchia strada militare che faceva parte della famosa linea Cadorna. Attraverserete una suggestiva galleria di 100 metri scavata nella roccia durante il periodo della Prima Guerra mondiale.

L’ultimo tratto dell’escursione è il più ripido e completamente circondato da prati. Sulla vetta, a forma di piramide, sorge un’imponente croce metallica visibile anche dal basso.

Il panorama è ampissimo, si spazia dai monti della Valtellina alle montagne della sponda est del lago tra cui risaltano il Legnone, il Legnoncino, la Croce di Muggio, il Pizzo dei Tre Signori, il Grignone e la Grignetta.
La penisola di Bellagio è proprio sotto di noi e si vede perfettamente così come le montagne del triangolo lariano tra cui spicca San Primo.
Volgendo lo sguardo verso nord vedrete davanti a voi il Monte Grogna e il Bregagno.
Il Monte Crocione infine è collegato attraverso una lunga cresta molto suggestiva ai Monti di Tremezzo, Calbiga e Lenno.

Per tornare percorrete a ritroso il sentiero dell’andata. Per evitare il primo tratto ripido e scendere lungo un pendio più dolce, potete seguire la cresta in direzione del monte di Tremezzo e collegarvi più in basso al sentiero da cui siete arrivati.

Variante – Partenza dalla Valle d’Intelvi

In alternativa al percorso appena descritto potete considerare una via più breve e più semplice che parte dalla Valle Intelvi.
Recatevi a San Fedele d’Intelvi e salite in macchina prendendo in direzione Pigra al rifugio Boffalora dove potrete lasciare la vettura.

Seguite le indicazioni per il rifugio Venini e raggiungete l’Alpe di Lenno. Continuate lungo il sentiero che ripercorre la linea Cadorna di cui potrete vedere i resti di alcune postazioni militari.
Mentre vi dirigete verso il Monte Crocione vi consiglio delle piccole deviazioni per salire sulle vette delle montagne che vedrete poco sopra di voi: il Calbiga e il monte di Tremezzo.

Questa soluzione prevede un dislivello di 400 metri (evitando le vette aggiuntive di Calbiga e Tremezzo), è molto semplice ed adatta anche alle famiglie. Considerate però che per arrivare in macchina al rifugio Boffalora occorre percorre una strada stretta piuttosto lunga e non in ottime condizioni che consiglio solo a chi è esperto di strade di montagna.

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